mercoledì 18 marzo 2009

PASSAVAMO SULLA TERRA LEGGERI

Voglio condividere con voi un brano di un libro di Sergio Atzeni il cui titolo
"Passavamo sulla terra leggeri" sembra donare con poche parole un'idea straordinaria che riempie il nostro animo di una pace di rara bellezza:
"Passavamo sulla terra leggeri come acqua, disse Antonio Setzu, come acqua che scorre, salta, giù dalla conca piena della fonte, scivola e serpeggia, fra muschi e selci, fino alle radici delle sughere e dei mandorli o scende scivolando sulle pietre, per i monti e i colli fino al piano, dai torrenti al fiume, a farsi lenta verso le paludi e il mare, chiamata in vapore dal sole a diventare nube dominata dai venti o pioggia benedetta."

venerdì 2 gennaio 2009

ANNO 2009: DEPONIAMO LE ARMI

Ci siamo mai chiesti quanto siamo tolleranti, pazienti, in grado di controllare in qualsiasi momento la nostra tirannia e il non rispetto verso noi stessi e gli altri.

Possediamo armi terribili di cui non ci rendiamo conto che feriscono e uccidono più di quelle vere, proviamo ad elencarle:


- evitare il dialogo (il silenzio fà diventare gli esseri umani degli estranei , elimina i legami affettivi e sopratutto nella convivenza diventa un peso da gestire che distrugge come una malattia)

- usare le parole per rimproverare giudicare aggredire

- non controllare la nostra voce (tono, vibrazione, timbro) che nella comunicazione ha una grande importanza.

- non essere mai disponibili

Le guerre a lungo andare distruggono sia chi le fa sia chi le subisce, quello che si semina si raccoglie, di tanti buoni propositi per l'anno nuovo ricordiamocene uno fra tanti "deponiamo per primi le armi". BUON 2009

domenica 19 ottobre 2008

"SPINGENDO LA NOTTE PIU' IN LA'" DI MARIO CALABRESI

Questo è il titolo di un libro che merita di essere letto, in queste parole così leggere e poetiche c'è dietro un'amore immenso e infinito per la vita ed è la dimostrazione che chi non contiene e non trattiene l'odio non si ammala, ma vive al meglio la vita.
"Io tutte queste cose mi sforzo di tenerle ai margini del cuore, di dimenticarle, di non fissarmi sulle scortesie, gli insulti, per poter guardare avanti, per non farmi avvelenare" dice Gemma Calabresi al figlio che le domanda come ha fatto a digerire tanti dispiacieri, e continua "ho scommesso sulla vita, mi sono data da fare tuti i giorni, unico antidoto alla depressione, e ho cercato di vaccinarvi dall'accidia, dall'odio, dalla condanna a essere vittime rabbiose.
Essere contenitori delle altrui cattiverie non porta niente di buono spingiamole ogni giorno sempre più lontano senza mai arrenderci o perderci d'animo.
Anche noi nel nostro quotidiano difronte alle continue contraddizioni della nostra vita dovremo trarre insegnamento da questa piccola grande donna.

mercoledì 8 ottobre 2008

PROGETTO SCUOLA FELICE OBIETTIVO CRESCITA AUTOSTIMA

Gli insegnanti o le insegnanti (maestri / maestre, professori /professoresse) hanno indipendentemente da tutte le problematiche inerenti la scuola (classi sovrafollate, carenza di sussidi didattici, di laboratori etc) una grossa responsabilità sul far crescere i bambini e i ragazzi più felici durante le ore che trascorrono in loro compagnia.
Il loro obiettivo prima di qualsiasi altro (completare il programma didattico, rispettare i l calendario delle interrogazioni, etc) deve essere quello di migliorare l 'autostima. Come? Partendo da alcune basi fondamentali che sono più importanti di qualsiasi altro sapere e che miglioreranno il rapporto alunno-insegnante ed entrambi nè avranno benefici:
* Rispettare personalità, sentimenti, insomma il modo di essere di ciascuno.
* Cercare di infondere sicurezza e non umiliazione, riconoscendo sempre l'impegno dato con un incoraggiamento continuo e costante (evitare di dare giudizi che bloccano qualsiasi crescita, ma solo quelli che producano progresso)
* Valorizzare in tutti i modi il miglioramento, valutando positivamente i passi compiuti e rilevando con serenità ciò che deve essere ancora assimilato e capito.
Inoltre Motivare, motivare, motivare una parola da non dimenticare fatta di impegni reciproci, (esempio compiti assegnati, compiti da correggere), di regole fissate insieme, di obiettivi concordati da raggiungere, di eventuali anche impegni scritti , insomma alla fine i ruolo degli alunni sarà intervenendo in prima persona non passivo ma attivo.
Tutto ciò è indispensabile per la felicità di alunni e insegnanti, non si può insegnare senza sensibilità, rispetto, feeling, incorraggiamento etc.

martedì 16 settembre 2008

"DIMENTICA UNA COSA AL GIORNO" di Roberto Vecchioni

Dimentica una cosa al giorno come i tratti di un disegno perchè devi cancellarlo prima che ti prenda il sonno quasi dopo tanto tanto amore madre non avessi amato mai
Dimentica una cosa al giorno l'albero che arrampicavi l'uomo che giocava il cielo l'uomo che tu perdonavi la ferita dell'addio dai figli madre una cosa al giorno sai
Per non scordarle tutte insieme tutte all'ultimo minuto quando il cuore non ce la fà piu' a reggerle tenerle tutte li e non potrai sorridere così
Dimentica una cosa al giorno Napoli la nostra casa l'uomo che ti uscì da un sogno che brillò sulla tua ombra tutto quello che ci hai dato madre e non hai voluto indietro mai
Dimentica una cosa al giorno madre grande lago calmo prima stella della sera foglia gialla dell'autunno vecchio cucciolo all'abbraccio che volevo darti e che non ti ho dato mai e se in quell'ultimo momento si sciogliesse tutto il tempo e tu senza dolore andassi via io ti terrei la mano nella mia ma dopo aver dimenticato tutto quello che è passato come un vento che non soffia piu' dimentica per ultimo anche me o non potrei dimenticare te

lunedì 21 luglio 2008

ELOGIO DELL'INCERTEZZA "IL SAGGIO E' COLUI CHE SA' DI NON SAPERE" (SOCRATE)

Diffidiamo di chi ha sempre una risposta pronta, priva di dubbi.
Chi si prende del tempo per pensare viene guardato con sospetto e quasi estromesso da questo mondo in cui il silenzio anche se momentaneo fa paura, crea ansia.
La porta del dubbio è meglio tenerla ben chiusa, dietro ci potrebbe essere la nostra parte migliore.
Eppure l'incertezza è un grande tesoro, ci può fare scoprire altre strade, dire non sò potrebbe al momento sembrare negativo, ma col senno del poi verrà valorizzata questa necessità di far maturare qualcosa che al momento non esiste, ma arriverà.
Quel momento di pausa, può farci guadagnare, senza farci giudicare poco preparati uno spazio nuovo in cui in cui i pensieri diventano preziosi , duttili e flessibili.
L' essere umano deve possedere la capacità di mettersi in discussione, in modo che la soluzione giusta sia un mix di pazienza e di giusto tempo, senza fretta, tale impostazione coinvolgerà chi ci ascolta e si rivelerà piu' rispettosa delle esigenze altrui.

venerdì 18 luglio 2008

IL DOLORE SE NON TI UCCIDE TI FORTIFICA

In questo periodo la mia vita è stata sconvolta da un evento atroce, a cui stò cercando di sopravvivere salvando il salvabile.
E' proprio vero che "il dolore se non ti uccide ti fortifica", molte volte per capire certi concetti l'unica soluzione è viverli sulla propria pelle.
Non so se sarei riuscita a sopportare tanto da non avere più paura di niente, se non avessi costruito e messo da parte tante gioie, una riserva per percorrere questo difficile cammino.
Senza la ricchezza del nostro passato, tirato fuori per annacquare il nostro triste presente, certe catastrofi ci farebbero impazzire.
Ci vorrà del tempo per lenire tanto dolore, che ha anestetizzato tutti i sensi, ma è proprio vero che la vita vince sopra tutto.